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Abbiamo bisogno anche di favole. Sognare utopie ha perso fascino negli anni recenti. Non solo nel campo sociale, in economia, per non parlare della politica, ma anche in architettura. Belli i progetti che si fanno nelle scuole d’architettura; ma nella realtà costruire è un’altra cosa. Seguendo questa solida convinzione si può giungere a pensare che l’obiettivo di un bravo progettista sia quello di rispondere alla sovrabbondanza di stringenti regolamentazioni che vincolano nei suoi diversi aspetti l’attività edilizia. Affrontare vittoriosamente l’idra normativa, le contingenze economiche, la rarefazione dei committenti appare il vero successo di un bravo progettista, che voglia confrontarsi con la realtà della progettazione. Ma questa negoziazione con il mondo reale è solo l’obiettivo minimo di un buon progetto. Soprattutto nel caso di architetture che si pongono l’ambizione di essere ricordate dai suoi utenti, di partecipare alla scena urbana apportandovi un seppur modesto significato. Questo numero di Progetti Roma presenta alcune nuove realizzazioni di grande interesse per la città - come il Palazzo delle Esposizioni riqualificato e la sede del complesso dell’Altra Economia nell’ex mattatoio di Testaccio - perché capaci di costruire una scena seducente, evocativa, e perché no allegra per lo svolgimento di atti del tutto consueti: come...dall'editoriale di Franco Panzini.

 

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